Le Serrucce

Il nostro Borgo Le Serrucce, a Ripoli, è appollaiato sul costone della Valle del fiume Setta e guarda i monti Vigese, il Corno alle Scale ed il Cimone. Le case sono costruite e incastrate tra loro a terrazzo, sui  lati delle due verticali che si congiungono davanti al Palazzo Romagnoli.
Arrivati ai piedi del borgo si ha subito la sensazione di trovarsi in un luogo che ha una vita lunga e colma di storia, di personaggi e di avvenimenti che si possono percepire nelle sue costruzioni.
Inoltrandoci per le sue stradine acciottolate ci imbattiamo in piccoli cortili, terrazzi e ballatoi  costruiti davanti alle porte delle case, a fontanelle dove gli abitanti attingevano l’acqua per le loro necessità quotidiane, in voltoni e sottopassaggi che permettono di spostarvi nel borgo, scoprendo così cortili interni, giardini fioriti, e angoli deliziosi.
Le case, (una volta tutte in sasso di pietra del luogo e lavorata a mano) sono state negli anni  intonacate e trasformate, ma la loro finestratura delimitata da stipiti e architravi di sasso scalpellate a mano mostrano la loro antichità.

La gente che vi abita è estremamente gentile e cordiale e conserva ancora i valori inestimabili  dell’ospitalità, quindi addentrandovi nel borgo mentre camminate tra queste case sotto lo sguardo di occhi curiosi, non abbiate alcun timore ma unitevi tranquillamente a noi e alla nostra comunità.

Si pensa che il nostro borgo abbia avuto nei tempi passati una storia importante, così possiamo immaginare tale storia perché sopportata da ritrovamenti archeologici fatti nel tempo, un centro propulsore della vita della nostra valle, austero ed elegante.
Qualcuno sostiene che le attuali Serrucce si siano sviluppate sui resti di un convento andato col tempo in rovina, un edificio religioso o civico frequentato sicuramente da dame e cavalieri che partecipavano alla vita del borgo, con feste, tomei e duelli con cui dirigevano le contese.
Altri invece pensano fosse la sede di un signorotto che dal suo palazzo, all’intemo del borgo, attorniato da una manovalanza proletaria, gestiva le sue terre e le glorie del suo casato.
Oppure che sia stato ”un ospitale” gestito forse da religiosi per dare soccorso ai viaggiatori o pellegrini che atti·aversavano il nostro appennino, sono tutte supposizioni, più o meno verosimili che pare contengano ciascuna una parte di verità.
Non sorridete alla nostra ricostruzione del passato, perché se anche fantasiosa, noi di questa borgata della Valle del Setta siamo il cuore pulsante, e per chi è nato tra questi monti avverte la nobiltà del passato, e con l’orgoglio che è dentro ad ognuno di noi la rivendica con tutta la propria forza.
L’affetto che nutriamo per questa terra suscita in noi l’entusiasmo nel vivere in paesaggi dai prati fioriti a primavera, colmi di fiori colorati, rari ma preziosi, dei boschi dai rami frondosi e profumati, in quei ruscelli dalle acque fresche, che riversano le proprie acque nel fiume Setta laggiù nel fondo della valle.
Ma ancor di più vi vogliamo ricordare il silenzio di questi luoghi che lascia ancora filtrare le risa di bambini giocosi, richiamati delle voci dei propri genitori, degli adulti e anziani, perché il silenzio ci permette di meditare, pensare e pregare. Questo e un valore molto raro che ci fa capire la fortuna di vivere alle Serrucce.

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