Incontri, sapori, musiche diffuse nei borghi dell'Appennino

Qualto

Appuntamento il 30 luglio

Malerba

Emerge dai fitti boschi di castagno che erano un tempo la sua ricchezza.
È forse il borgo più antico del Comune di San Benedetto Val di Sambro.
Era un castello fortificato a cavallo dell’Appennino sulla via per Firenze. Gli studiosi citano un documento del 1904 dove già si parla della terra di Aqualto. Il suo isolamento fra i boschi ad oltre 700 m.di altitudine gli ha consentito di conservare in parte l’aspetto originario,di selvatica bellezza, formato nei secoli.
Muri in sasso, tetti di lastre, architravi datati rimangono molte costruzioni indietro nel tempo, al XVI secolo.

La chiesa, antica, ha subito gravi danni dal terremoto del settembre 2003 deve essere restaurata. Il campanile, nel diverso disegno a guglia, è del 1914. Accanto alla chiesa, merita particolare segnalazione la conosciutissima Cà di Bastiano, un edificio variamente datato, caratteristico e ormai unico nell’Appennino bolognese per l’entrata a balconata, vale a dire per la presenza di un ballatoio coperto di lastre a riparare dal maltempo.
Il restauro, ottimamente eseguito, ha reso possibile valorizzare questo monumento architettonico di rara bellezza.
Ai piedi dell’erta e della scalinata verso la chiesa, un’antichissima fontana (la data scolpita nella friabile arenaria è illeggibile) dall’acqua sorgiva vantata come la più fresca e leggera del Comune. A Qualto ancora si accendono seccatoi per la conservazione invernale delle castagne.
Duecento metri più in alto, il podere Rongrino ottenuto, come testimonia il toponimo, disboscando il terreno piano e a più dolce declivio, è stato trasformato in allevamento di ungulati (cervi,daini,mufloni). Recentemente l’Amministrazione Comunale ha provveduto a realizzare un progetto di valorizzazione del borgo ripristinando il selciato in lastre della piazza e delle viuzze e vicoli del borgo storico.


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