Zaccanesca

L’erudito Casini in un suo approfondito studio circa il contado bolognese durante il periodo così detto comunale menziona questo luogo con il toponimo di Cacanesca, ricordando che intorno alla metà dell’ottocento questo risultava essere frazione e parrocchia del comune di Pian del Voglio. Egli ribadisce inoltre che questa località è di scarse memorie, purtroppo per una mancanza di fonti documentarie.
Dagli estimi più antichi riguardanti questa terra e precisamente quelli del 1249, tra tante indicazioni circa la toponomastica e la viabilità locale, veniamo a conoscere che questo sperduto abitato poteva contare soltanto su nove fumanti. Carte successive ci indicano che nell’anno 1288 il Comune di Bologna decise di aggregare la terra di Zaccanesca alla vicina Podesteria di Scaricalasino. Soltanto mezzo secolo più tardi e precisamente nel 1352 troviamo la comunità di Zaccanesca assoggettata al Vicariato di Monzuno.
Anche la chiesa di Santa Maria di Zaccanesca sembrerebbe risultare, almeno in questo periodo, alquanto povera, annoverando tra i benefici parrocchiali soltanto due pezze di terreno dalle modeste dimensioni e rispettivamente: i Vignali e la Ceralta.

Questo edificio sacro vanta origini alquanto remote se si considera che veniva già citato nell’elenco ecclesiastico dell’anno 1392 e precisamente col titolo di ecclesia Sancte Marie de Cazavechia. Questa chiesa mariana rientrava nell’ampia giurisdizione del Plebanato di Sambro e quindi era assoggettata alle dipendenze della chiesa di San Pietro in Sambro, edificio pievano che sorgeva a poca distanza dall’odierno abitato di Montorio.
Infine, dall’elenco delle frazioni e dei territori, così detti masserie antiche, compilato in occasione delle alterne ripartizioni amministrative compiute durante il governo napoleonico, troviamo alcune indicazioni circa le sorti di Zaccanesca. Nel compartimento territoriale emanato a partire dal 5 marzo 1803 per l’intera area conosciuta come Dipartimento del Reno, Zaccanesca risultava frazione aggregata del comune di Qualto e del superiore distretto giurisdizionale di Castiglione. A partire dalla ripartizione del giugno 1805, restava soggetta al comune di Qualto, ma questo dipendeva dal cantone di Castiglione e a sua volta dal distretto di Vergato. Nel riassetto successivo operato dal 20 aprile 1810, l’appodiato di Zaccanesca veniva accorpato al di sotto del comune di Piano, cantone di Castiglione e distretto di Porretta. La medesima situazione amministrativa veniva riconfermata anche in occasione dell’entrata in vigore della legge del 2 dicembre 1813 quando Zaccanesca restava appodiato, all’interno della giurisdizione comunale di Piano.

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